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26 Maggio 2015

Green economy, idea-guida
del nostro sviluppo

Ieri in un luogo molto bello di Firenze, l’ex chiesa di San Jacopo in Campo Corbolini di via Faenza, ho partecipato ad un incontro sulla green economy con architetti, imprenditori, operatori ed esperti del settore.
O per meglio dire, dei settori.
Perché l’ambiente, più che un settore specifico o un semplice assessorato ad hoc, deve essere un approccio trasversale ai temi e alle politiche.
Il gruppo di ecologisti con cui mi sono confrontata chiede che la Regione adotti un vero e proprio “Green Act”. Ne discuteremo nel merito, se – come spero e credo – il Pd vincerà le elezioni regionali di domenica.
Ma su una cosa non c’è dubbio: la realtà dei fatti e dei problemi ci impone uno scatto in avanti, uno scatto prima di tutto a livello di mentalità.
Faccio un esempio: da anni, prima in Comune e nell’ultimo anno in Regione, mi sono occupata di casa, una vera e propria emergenza italiana. C’è un disperato bisogno di alloggi popolari.
Ma c’è modo e modo di affrontare l’emergenza: si può costruire, costruire e ancora costruire, oppure si può cercare di utilizzare gli alloggi invenduti, senza consumare ulteriore suolo. Più case ma a volumi zero, insomma. Non solo: le case popolari possono essere realizzate (o riqualificate) seguendo i principi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico.
E potrei continuare con gli esempi.
La green economy deve essere l’idea forte del nostro sviluppo economico e sociale, non una “recinto” (piccolo o grande che sia) di buone idee e di buone pratiche.

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